
In questa sezione abbiamo il piacere di conoscere artisti noti o emergenti, ascoltare le loro storie, dare loro uno spazio per esprimersi e renderci partecipi della motivazione che li spinge a mettersi in gioco e comunicare la propria arte.
DARE IL MEGLIO, OGNI GIORNO.

"Ciao, sono Marla, nome d’arte di Francesca La Spada, sono un’artista che lavora con la performance e la pittura.
Tutto quel che faccio parte dalle immagini per poi dar loro vita, respiro, sangue e suono. È fondamentale l’entusiasmo e la passione per avere lo slancio nel credere in ciò che ho nella mente e nel renderlo fisico e materico. Credo che si ha sempre più bisogno del live, si ha sempre più bisogno di vita reale fatta di contatto, di energie, di respiro.
Il concetto di performance de I FIGLI DI MARLA, che è la compagnia di performing art che ho fondato insieme ad Adele Piras, è di portare in scena la verità.
Riavvicinare la gente al primordiale, alla consapevolezza alla percezione e all’ascolto di se stessi. I colori, le forme, i materiali che noi utilizziamo con la nostra arte sono umani. Suoniamo il nostro strumento, il nostro corpo per vivere un’esperienza e rendere partecipe il pubblico che ha un ruolo attivo.
Il linguaggio poetico visivo estetico deve essere supportato dal sudore del duro lavoro nel creare qualcosa che non rimane solo una bella foto ma che arriva dritto alla pancia dello spettatore.


Il mio percorso di studi non si fermerà mai, ho iniziato con la danza, che è un codice ben preciso, ma che è anche una grande disciplina, che ti allena al rispetto per il corpo nel suo controllo, all’armonia, alla forma.
Ho dovuto successivamente, con la recitazione, smontare tutte le forme fisiche e mentali che la danza mi aveva lasciato, ho dovuto fare un vero e proprio lavoro di smontaggio, acquisendo maggior consapevolezza riguardo al mio strumento.
Il lavoro che faccio con i performer è assolutamente fisico, l'uso della parola è ridotto al minimo ed è paragonato semplicemente all’emettere dei suoni dal corpo: abbiamo una testa, ma non siamo una testa.
Faccio tanta ricerca e vado a vedere molte performance e spettacoli di teatro performativo. Sono spesso critica al riguardo, in questa mia ricerca artistica, trovo poche cose interessanti, utili e vere. Spesso vedo performance di artisti che fanno semplicemente un’azione e per me quello non è performare: senza una spiegazione successiva non capirei nulla o, peggio, non mi sentirei arricchita, tornerei a casa precisamente così com’ero prima di uscire.


Se devo andare a vedere una persona che sbatte delle uova e fa una frittata, allora preferisco guardare la mia coinquilina che lo fà.
Ormai tutti utilizzano a sproposito la parola “PER FOR MANCE” ed io non sono d’accordo, NO, mi rifiuto.
Non tutto è performance e non tutto è arte. Le performance che faccio con la mia compagnia possono non piacerti, ma di sicuro qualcosa ti suscitano, non sono pura estetica e non sono solo un’azione.
Non siamo più negli anni 70’ non mi sconvolge un nudo in scena, mi sconvolge però se il performer si mette a nudo ma non mostrando strati di epidermide.
Uno dei feedback preferiti che ho ricevuto dalla performance “HIGH REACTORS” è stato: << Ho pianto e non so perchè>>. Perfetto! Ora, secondo me, la necessità e il dovere che ha l’arte performativa è di ridare il contatto umano che si è perso, bastano l’incontro di corpi, di anime, di energie.
Non mi interessa creare qualcosa solo perché ho esigenza di creare, questo è un lavoro di gran responsabilità e di grande generosità e la gente dovrebbe iniziare a prenderlo come tale."

Questo è quanto ci racconta Marla con le sue parole e la sua inconfondibile energia.
Noi le chiediamo soltanto se le sia mai capitato di sentirsi bloccata o di voler mollare.
Lei ci risponde in un attimo:
"Si mi è capitato ma dopo aver lavorato un giorno in una paninoteca sono ritornata sui miei progetti.
A parte gli scherzi, credo che ognuno di noi nasca con una missione, il famoso dharma, ed il mio è creare il bello artistico per la gente, usare l'arte per aiutare la gente.
No puoi fare a meno di ciò che ti piace fare.
Ho chiaro il mio percorso, per ora voglio lavorare con ed usando l'arte performativa e poi, quando saró più in là con l'età, vorrei essere più una guaritrice, come una sciamana, ma ora è troppo presto e devo studiare molto per arrivare ad essere una figura di questo tipo.
Credo che creare arte sia un nobile modo di aiutare le persone."
